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domenica 18 novembre 2018

Attualità mercoledì 07 novembre 2018 ore 19:31

Imane, l'appello della madre per trovare l'omicida

Imane Laloua - foto Chi l'ha visto?

Tramite il suo avvocato, la madre della ragazza di cui sono state ritrovate solo le ossa chiede aiuto: "Chi sa ci contatti"



FIRENZE — La madre di Imane Laloua, Chakir Zoubida, ha lanciato un appello per trovare testimonianze in grado di far luce su chi e perchè ha ucciso la figlia, le cui ossa scarnificate sono state ritrovate nel 2006 in una piazzola della A1, chiuse in due sacchi neri. Solo nei giorni scorsi l'esame del dna ha consentito di identificarle a 15 anni di distanza dalla scomparsa della ragazza, avvenuta a Prato nel 2003. Imane, all'epoca, aveva 31 anni.

"Facciamo appello a chiunque sia in grado di fornire indicazioni o notizie utili di mettersi in contatto con la procura di Firenze o con noi dell'Associazione Penelope - si legge in una nota di Daica Rometta, avvocato di Chakir Zoubida dal 2015.

"L'esame del Dna ha dato la conferma - si legge ancora nella nota - I resti umani ritrovati nel 2006, in due sacchi neri gettati a lato di una piazzola di sosta dell''autostrada A1 appartengono a Imane Laloua. Noi dell'Associazione Penelope Toscana sosteniamo la madre Chaikir Zoubida nella spasmodica ricerca di sua figlia e non ci fermiamo nella ricerca della verità".

Una prima prova del dna era stata effettuata nel 2015 sul cadavere di una donna ritrovato nel 2004 a Cento, in provincia di Ferrara, ma l'esito era stato negativo. Alla luce dell'identificazione appena avvenuta, la procura di Firenze sta ora indagando per omicidio volontario ed occultamento di cadavere.

"Bisogna capire come mai Imane sia stata uccisa in una maniera così efferata e cruenta, fatta a pezzi e gettata via chiusa in due sacchi della spazzatura - scrive ancora l'avvocato Ronetta - Questo è indubbiamente il momento del dolore, ma abbiamo piena fiducia nel lavoro degli inquirenti, teso ad accertare la verità dei fatti e rendere così, dopo tutti questi anni, piena giustizia ad Imane".

"Oggi siamo ufficialmente giunti alla svolta - conclude l'avvocato - Dopo 15 lunghi anni Zoubida avrà finalmente un luogo in cui portare un fiore e piangere sua figlia"



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