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mercoledì 13 novembre 2019

Sport mercoledì 28 agosto 2019 ore 13:00

​Ferrari, annus horribilis: nemmeno più anti-Mercedes

Doveva essere il definitivo anno della rinascita, potrebbe trasformarsi nel peggiore anno degli ultimi cinque.



MUGELLO — Doveva essere il definitivo anno della rinascita, potrebbe trasformarsi nel peggiore anno degli ultimi cinque. Nessuna vittoria quando siamo giunti ben oltre la metà del campionato, alla ripresa dalla sosta estiva si volerà a Spa e poi a Monza: forse gli ultimi due appuntamenti dove la Ferrari potrà davvero dire la sua in ottica vittoria. Un bottino desolante, fatto di appena undici podi totali fra Leclerc e Vettel. Non che le occasioni non ci siano state, ma per un motivo o per l’altro, tutte si sono concluse nella stessa maniera: vittoria degli altri.

E ciò che fa più scalpore, è che quegli altri, non sono solo i Mercedes. Le vittorie della Red Bull di Verstappen, nel frattempo capace anche di centrare la prima pole in carriera, hanno spodestato la rossa persino dal ruolo scontato di anti Mercedes, forse per la prima volta da anni. Il punto più basso nella storia recente della Ferrari: fatto di poca affidabilità sia in qualifica che in gara, di scelte errate in pit lane e di errori grossolani nel pit stop, oltre ovviamente ad errori alterni dei due piloti. In Canada ci si è messa di mezzo anche la Fia a toglierci il gusto della vittoria, ma quella è un’altra storia che analizzata nel contesto generale della stagione mediocre del cavallino rampante, vale meno di zero.

Era l’anno di Binotto e Leclerc, degli addii di Arrivabene e Kimi: poteva essere l’anno giusto, sembra essere quello più sbagliato. Poche soddisfazioni, alcune di queste sciupate malamente, con quel briciolo di sfortuna che non guasta mai quando già le cose vanno male. Nella classifica piloti non siamo nemmeno sul podio, dopo Bottas e lontani anche da un super Verstappen: se manteniamo il secondo posto nei costruttori, ipotesi plausibile secondo le quote aggiornate sul mondiale di F1, è solo demerito di un Gasly schiacciato dall’ombra di Max in Redbull.

Serve ricominciare da zero, capire gli errori commessi e realizzare una vettura il prossimo anno che possa essere degna della sua storia. Vero è che dal 2021 tutto cambierà nuovamente e in maniera drastica, un vero e proprio anno zero destinato, forse, a porre fine al dominio dell’era ibrida Mercedes, o forse no. Come la storia insegna in questi casi, chi saprà meglio interpretare le nuove regole, avrà un grosso vantaggio. Chissà se avremo un nuovo caso alla Brown Gp, il ritorno dell’era Red Bull o finalmente una Ferrari in grado di far emozionare i suoi tifosi.

Questi ultimi che, ad onor del vero, mostrano ancora una volta la loro passione a prescindere dai risultati. Perché a Monza, a settembre, i biglietti sono già stati tutti venduti o quasi: segno di un amore folle, incontrastato e che non si muove in base alla classifica. I tifosi della rossa meritano una macchina ed una sua gestione all’altezza di questo affetto e della sua storia. 



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