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L’ultima di Messi con l’Argentina, due assist e un gol “Ora farò il tifoso”
Al Monumental, nell'amichevole vinta per 3-0 col Benin, il fuoriclasse di Rosario dice addio all'Albiceleste

BUENOS AIRES (ARGENTINA) (ITALPRESS) – Nella spettacolare cornice del Monumental di Buenos Aires, Lionel Messi dice addio alla Nazionale argentina dopo oltre 21 anni. Dall’esordio il 17 agosto del 2005 contro l’Ungheria all’ultimo tango in amichevole contro il Benin, la Pulce saluta l’Albiceleste a modo suo. In una serata dalle fortissime emozioni, con il ct Lionel Scaloni in lacrime già al momento dell’inno argentino, Messi si mangia due gol nel primo tempo per poi fornire due assist (425esimo e 426esimo della carriera) a Otamendi, anche lui all’ultima in nazionale, e a Nico Paz. In una serata che sembrava stregata, Messi si riesce poi a mettere in proprio dal dischetto, spiazzando Dandjinou con il suo sinistro dagli undici metri. La partita – fermata al minuto 10 per qualche istante per la standing ovation del Monumental al suo campione – finisce 3-0 per l’Argentina, con la firma dell’attuale giocatore dell’Inter Miami in tutti e tre i gol della selezione di Scaloni. “E’ difficile parlare oggi. Si stanno accavallando molte emozioni, ma ora penso a mio papà. Ho difeso questa maglia con orgoglio e lo abbiamo fatto lottando e dando il massimo. Giocare in nazionale in Argentina è la cosa più bella che possa succedere. Qui vivo uno dei giorni più tristi della mia carriera, ma ora vengo dal lato dei tifosi e sarò pronto a tifare l’Argentina”, le parole di Messi nella celebrazione al termine della partita. Che poi lancia un messaggio che sa di eredità: “Dobbiamo dimostrare che quando siamo uniti siamo più forti di tutti gli altri, ricordando che non è normale ciò che abbiamo fatto negli ultimi anni”.Si chiude così una storia lunga ventuno anni, fatta di sconfitte, ripensamenti e trionfi. Lionel Messi saluta l’Argentina a 39 anni, dopo 208 presenze, primato assoluto con l’Albiceleste, con un totale di 126 gol e 70 assist messi a segno. Numeri che raccontano solo una parte dell’eredità del classe 1987 di Rosario. L’esordio in nazionale, il 17 agosto 2005 contro l’Ungheria, dura meno di un minuto: entrato dalla panchina, venne espulso. Campione del mondo Under 20 e nel 2008 oro olimpico a Pechino, la consacrazione con la nazionale maggiore si fa attendere. Le finali perse in Coppa America nel 2007, nel 2015 e nel 2016, insieme a quella mondiale del 2014 contro la Germania, alimentarono critiche e paragoni con Diego Maradona. Dopo l’ennesima sconfitta contro il Cile, nel 2016, annunciò persino il ritiro dall’Albiceleste, salvo poi tornare – per sua fortuna – sui suoi passi. La svolta arriva con Lionel Scaloni. La Coppa America del 2021, conquistata contro il Brasile al Maracanà, spezza il tabù e apre un ciclo storico: prima la Finalissima del 2022 contro l’Italia e, poi, il Mondiale in Qatar, vinto contro la Franca ai calci di rigore. Nel 2024 arriva il bis a livello continentale. Due Coppe America, un Mondiale e una Finalissima, oltre ai successi giovanili, permettono di mettere da parte le due finali perse nel 2014 e 2026, rispettivamente contro Germania e Spagna. Recordman di gol con 21 reti ai Mondiali, Messi lascia un’Albiceleste chiamata ora a camminare senza il capitano che l’ha riportata sul tetto del mondo.– foto Ipa Agency –(ITALPRESS).
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