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lunedì 20 novembre 2017

Attualità mercoledì 08 febbraio 2017 ore 12:22

Economia mugellana, c'è vita su Marte

E' stata presentata e discussa la relazione statistica che fotografa la situzione lavorativa del 2015. Nota negativa il declino demografico

BORGO SAN LORENZO — Luci, ombre e un cauto ottimismo. E' quanto emerso dalla Relazione statistica 2016 che fotografa la situazione mugellana nel 2015 fornendo un'analisi dei principali dati, gli ultimi disponibili, sugli aspetti demografici, sociali ed economici. 

E' quello che mostra la relazione elaborata dall'Ufficio Statistica dell'Unione dei Comuni. Per il Mugello il 2015 ha rappresentato un anno in chiaroscuro, con dati positivi dell'economia ma il proseguimento del declino demografico

Per l'economia infatti è stato un anno apprezzabile per la produzione, dopo un 2014 che aveva già presentato un dato positivo: e due anni consecutivi di, seppur modesta, crescita non si registravano da tempo. La manifattura ed i servizi tengono per il positivo andamento delle esportazioni e alla buona performance del comparto turistico. Anche l'agricoltura segna una crescita lusinghiera. E per la prima volta il settore delle costruzioni non presenta il segno meno, con una prima ripresa nella crescita del valore aggiunto dopo anni di drammatica recessione. 

La Relazione statistica 2016 è stata presentata ieri pomeriggio all'incontro tenutosi alla sede dell'Unione dei Comuni del Mugello a Borgo San Lorenzo, con sindaci e rappresentanti di Confindustria, associazioni di categoria, sindacati. 

Il sindaco di Borgo San Lorenzo e presidente dell'Unione dei Comuni Paolo Omoboni ha sottolineato: “Dopo anni di crescita della popolazione e dell'economia, dal 2009 il Mugello, come tutta l'Italia, è entrato in un periodo di crisi. La popolazione dal 2013 ha iniziato a diminuire e la produzione ancora non è tornata a livelli pre-crisi, anche se era dal 2008 che il Mugello non vedeva per l'economia un segno + per due anni consecutivi. E questo fa timidamente sperare in un miglioramento”. 

Per il sindaco di Dicomano e assessore alla Programmazione socio-economica dell'Unione dei Comuni Stefano Passiatore: “L'analisi condotta dall'Ufficio Statistica associato restituisce una fotografia d'insieme puntuale della situazione della nostra area, uno strumento prezioso per noi amministratori pubblici come anche per soggetti e realtà economiche e produttive, associazioni di categoria, sindacati per confrontarci sul nostro sviluppo socioeconomico”. 

Apparato economico produttivo locale
L'area del Mugello vede una struttura caratterizzata da una presenza ancora cospicua di imprese legata al settore primario, tuttora un fattore regolativo del territorio, un rilevante orientamento verso alcuni segmenti dell’industria (costruzioni, meccanica ed agroalimentare) ed invece una sottodotazione, relativa, nel settore dei servizi molto orientato alla domanda locale se si esclude il potente polo attrattore dato dall'Outlet di Barberino M. Al 31 dicembre 2015 si contano 7.015 sedi d’impresa e unità locali attive, con un totale di addetti pari a 17.513. Il tessuto produttivo locale è composto prevalentemente di microimprese, e quelle con meno di 10 addetti sono il 95 per cento.
L’economia ha sofferto, eppur si muove. A differenza dell’anno precedente, le imprese attive nel Mugello sono aumentate di 7 unità: +0,1 per cento. Un saldo positivo che è maturato soprattutto nel settore degli alberghi e della ristorazione (+24) e in quello agricolo (+18) mentre subiscono ancora un calo il settore delle costruzioni e il commercio e resta sostanzialmente stabile il manifatturiero (che rappresenta comunque un settore imprescindibile date la dimensioni dell’economia mugellana). 

Condizione lavorativa
L'analisi del lavoro dal lato dell'offerta mostra nell'ultimo triennio una crescita continua sia degli avviamenti che delle cessazioni dei rapporti di lavoro. Il saldo 2015, come quello precedente, si è attestato al dato positivo di 1.500 unità.
Fa riflettere il fatto che il numero degli avviamenti/cessazioni nell'anno sia oramai più o meno il 50 per cento degli addetti nelle imprese mugellane; ciò non significa che tale sia la percentuale di lavoratori interessati nell'anno da assunzioni o licenziamenti (vi sono infatti molti casi avviamenti/cessazioni reiterate dello stesso lavoratore nel corso dell'anno), ma comunque mostra un livello di turn over/precarietà oramai assai elevato anche nel territorio mugellano. La crescita degli avviamenti ha riguardato tutti gli ambiti ma in particolare il settore delle costruzioni in cui sono cresciuti di circa il 26 per cento. Al contrario le cessazioni hanno andamento differenziato: crescono nel settore dei servizi e soprattutto nell'industria (+16 per cento), mentre risultano stazionari nell'agricoltura e nelle costruzioni. Il saldo avviamenti-cessazioni risulta pressoché nullo in agricoltura mentre è positivo in tutti gli altri settori in particolare nel settore delle costruzioni (+180, +41 per cento).

Situazione economica
La produzione mugellana data dal valore aggiunto (che approssima il prodotto interno lordo) ammonta complessivamente a 1.274,86 milioni di euro, con una crescita dell’1,2 per cento rispetto al 2014, anno che già aveva mostrato una crescita dell'1,5% rispetto all'anno precedente. Una crescita che si conferma in tutti in 5 macrosettori (Agricoltura, Industria, Costruzioni, Servizi market e Servizi non market), con il settore dell’agricoltura a trainare (+3,9 per cento) e fanalino di coda il settore delle costruzioni, che torna comunque al segno positivo (+0,3 per cento) dopo le cospicue perdite, più del 20 per cento, dall’inizio della crisi. Equivalente (+1,3 per cento) la crescita nei settori quantitativamente più importanti del Mugello, industria e servizi orientati al mercato, mentre i servizi non market (questi ultimi tipicamente servizi pubblici, scuola, sanità, pubblica amministrazione, ecc.) crescono dello 0,4 per cento.
Da un punto di vista strutturale, la dimensione dell'economia mugellana è circa il 4 per cento di quella provinciale e l'1,3 per cento a livello regionale, con il settore agricolo che rappresenta ancora oggi il 13 per cento della produzione provinciale e quello delle costruzioni oltre il 9 per cento, la produzione dell'industria in senso stretto è vicina al 5 per cento ed i servizi rappresentano circa il 3,5 per cento.

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