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lunedì 23 luglio 2018

TURBATIVE — il Blog di Franco Bonciani

Franco Bonciani

Franco Bonciani, fiorentino, uomo di sport in generale e piscinaro in particolare. Con uno sguardo attento e scanzonato su quello che gli succede attorno

Trump, Alemanno e Cecchi Gori

di Franco Bonciani - giovedì 10 novembre 2016 ore 11:19

Donald Trump

Vi devo confessare un segreto.
Donald Trump ha vinto regolarmente le elezioni ed è il 45° Presidente degli Stati Uniti.
Regolarmente, per le regole USA, dove puoi diventare Presidente anche se hai preso meno voti complessivi del tuo avversario, com'è accaduto in questa occasione.

Nella disperazione ed incredulità generale risalta la gioia irrefrenabile di vignettisti ed autori di satira che vedono in Donald una garanzia di lavoro facile per i prossimi quattro anni. Sognano chissà quali occasioni future offerte dal miliardario newyorchese (a New York ha preso più voti Hillary, magari un motivo ci sarà...) con gaffe e topiche che spaziano in tutti campi dello scibile. Per ora sono scatenati sul colore improponibile del ciuffo di capelli. Mi piacerebbe tanto assistere ad un incontro fra lui e Elisabetta II d'Inghilterra, roba da fare impallidire il ricordo di Silvio nostro. Staremo a vedere.

Intanto, aldilà di lamenti e preoccupazioni per il futuro dell'umanità, faccio alcune considerazioni su quello che abbiamo visto.

1) Dopo otto anni dall'elezione di Obama, presidente che visto da qua è parso rivoluzionario, primo afroamericano alla guida degli States, la scelta del successore era ristretta a due come Trump e la Clinton. Una roba tipo zuppa o pan bagnato. O, andando indietro nei ricordi, fra Vittorio Cecchi Gori (Ulivo) e Niccolò Pontello (Alleanza Nazionale) alle politiche di vent'anni fa per il Senato a Firenze. Entusiasmante. Io, in quell'occasione (unica volta in vita mia) imbucai una scheda bianca, non ce la potevo fare. Gli Stati Uniti non sono stati in grado di esprimere candidati diversi, e mi viene da pensare che anche Obama sia stato meno ganzo di come ci è parso.

2) Questa elezione mi ha ricordato anche quello che avvenne a Roma nel 2008. Dopo due mandati di sindaco per Uolter Veltroni, questo pensò bene di candidare per il neonato PD Francesco Rutelli, senza primarie, contrapposto a Gianni Alemanno. Una minestra conosciuta e riscaldata di fronte ad uno "nuovo". Di fronte alla scelta se rivotare uno che aveva già fatto i suoi danni ed uno che si presentava come "immacolato", venne votato Alemanno, fra lo stupore di molti. Com'è andata poi s'è visto, ma intanto vinse lui. Nel caso delle elezioni USA, Hillary rappresentava il già visto, Donald la novità. Ha rivinto Alemanno, speriamo che agli americani vada meglio che ai romani, intanto occhio ai parenti che arruola il nostro ciuffettino arancione.

3) Liquidare Trump al semplice ruolo di idiota credo che sia semplicistico e fuorviante. Sarà discutibilissimo per idee ed atteggiamenti, ma uno che ha messo in piedi una fortuna come la sua non può essere considerato lo scemo del villaggio. A differenza degli Alemanno de' noantri, non ha vivacchiato sulla politica, dove a volte ti basta sposare la figlia di un capobastone per fare carriera. Ci sta che Donald abbia qualche altra qualità, oltre ad un parrucchino già leggendario. Dai, anche Silvio non era proprio scemo... E poi, denigrare l'avversario, parlare male del prossimo, la storia della pagliuzza nell'occhio altrui e la trave nel proprio, si è visto, porta da poche parti.

4) Donald Trump per i prossimi quattro anni ce lo ciucceremo come Presidente del paese più potente e influente del mondo. Spero nonostante tutto che sia un buon Presidente, anche se resto più interessato a ciò che accade dalle nostre parti. In un mondo sempre più sbilanciato fra ricchi e poveri, dove l’invidia sociale cresce e si alimenta sui media e i social in particolare, alcune considerazioni vanno fatte. Hillary aveva tutti gli endorsement possibili da parte dei Grandi Personaggi di politica, cultura, cinema. Media apertamente schierati a suo favore. Eppure hanno eletto Donald.

Quelli “intelligenti” sostengono che il voto a Trump lo hanno dato gli imbecilli. Può darsi che sia così, ma cambia poco la sostanza, votano tutti, sia chi ragiona con la testa sia chi lo fa con la pancia. Magari la testa l’hanno in pochi, la pancia l’abbiamo tutti. E quando la pancia è vuota, non vuol sentire ragioni né troppi discorsi.

Franco Bonciani

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